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Gino Bartali
 
Gino Bartali e Fausto Coppi sono stati forse i più importanti ciclisti italiani di sempre, nonché figure di assoluto primo piano nel panorama sportivo mondiale degli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso. I due spaccarono letteralmente l'Italia in due, creando due inconciliabili fazioni di sostenitori dell'uno e dell'altro. I due scrissero con i loro duelli alcune delle più memorabili pagine della storia del ciclismo italiano e mondiale.
Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) è sta­to, dal 1934 al 1954, un ciclista professionista che vinse tre Giri d'Italia e due Tour de France, oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cin­quan­ta. Nel 2013 è stato dichiarato Giusto tra le nazioni.
A dodici anni Bartali interruppe gli studi per lavorare tre giorni alla settimana come aiuto meccanico in una piccola officina di biciclette. La sua grande av­ven­tura ciclistica prese il via nel 1931 ma fu nel 1935 che Bartali si fece co­no­scere dal grande pubblico, perché vinse il campionato italiano. Nel 1936 e nel 1937 trionfó al Giro d'Italia e da quel momento in poi fu per anni il prota­go­nis­ta assoluto del ciclismo italiano. Era un uomo con grinta (lo chiamavano il ginettaccio), l'uomo giusto per il Tour de France. Nel 1938 Costante Girardengo, commissario tecnico del ciclismo italiano, lo allenó per battere i francesi. E Gino vinse il Tour.

Sono incantato dal linguaggio fiorito e quasi poetico del giornalista che des­crive nel se­guen­te video il giro di Francia del 1948, terminato con la vittoria di Gino Bartali.
Tour de France 1948
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E nel 1948, dieci anni dopo la sua prima vittoria del Tour de France, fece il bis. Bartali, l'unico italiano in gara nel Tour, aveva, prima del tratto alpino, venti minuti di svantaggio che lo separavano dal frances Louison Bobet. Leg­gen­da­ria divenne quindi la sua fuga sulle Alpi. Sul colle dell'Izoard, il 15 lu­glio, stac­cò tutti gli avversari vincendo la tappa Cannes Briançon e recu­pe­ran­do lo svantaggio. E poi continuó a salire. Il giorno successivo vinse nuo­va­men­te nella tappa da Briançon ad Aix-les-Bains, di 263 km, attraverso i colli del Lautaret, del Galibier e della Croix-de-Fer, conquistando la maglia gialla. Arrivó a Parigi venti minuti prima dei francesi. Questa seconda vittoria del Tour a distanza di dieci anni era un primato che valse a Bartali il so­pranno­me di "Intramontabile".

Bartali (Paolo Conte)
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Bartali è stato uno dei migliori scalatori di tutti i tempi, con una frequenza car­diaca a riposo molto bassa (intorno alle 30 pulsazioni al minuto) e un gran­de volume polmonare. I francesi lo avevano ribattezzato "le pieux" (il pio) per la sua fede rocciosa di cui orgogliosamente non fece mai mistero. Prima di ogni gara si recava sempre in chiesa a pregare.
La rivalità Bartali-Coppi è stata nel secondo dopoguerra una delle più famose rivalità sportive nel mondo dei pedali. La rivalità tra due delle prime e più grandi personalità "mitizzate" dello sport italiano ha riempito per oltre un de­cennio le cronache sportive e mondane della nazione. Ogni italiano che si interessasse anche solo um pò di sport "doveva" scegliere uno dei due cam­pioni come suo preferito. La rivalità tra i due campioni fu però sempre im­pron­ta­ta al più corretto rispetto tra i due contendenti. Nonostante Bartali e Coppi rappresentassero le due diverse anime della società italiana e aves­sero convinzioni politiche e religiose quasi opposte, al di fuori delle com­pe­ti­zioni furono sempre in buoni rapporti.
Schena dal Film "Gino Bartali, l'intramontabile"
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Una selezione delle sue vittorie
3 volte il Giro d'Italia: 1936, 1937 und 1946
1 volta il Giro d'Italia di Guerra 1942
2 volte il Tour de France: 1938 und 1948
4 volte il campionato italiano di ciclismo su strada: 1935, 1937, 1940 e 1952
2 volte il Tour de Suisse: 1946 und 1947
3 volte il Giro di Lombardia: 1936, 1939 und 1940
4 volte la Milano-Sanremo: 1939, 1940, 1947 und 1950
5 volte il Giro della Toscana: 1939, 1940, 1948, 1950 und 1953
3 volte il Giro del Piemonte: 1937, 1939 und 1951

Premio postumo per il grande ciclista: Nel settembre del 2013 Gino Bartali è stato dichiarato "Giusto tra le nazioni" da Yad Vashem, il sacrario della Me­mo­ria di Gerusalemme. Bartali "non è stato solo un grande campione, ma anche un uomo semplice che ha fatto cose straordinarie" ha spiegato Avner Shalev, il presidente di Yad Vashem. Tra l’ottobre del 1943 e il giugno 1944 Bartali corse almeno una quarantina di volte da Firenze ab Assisi per aiutare degli ebrei in clandestinità. Fingendo di allenarsi Bartali trasportava documenti falsi, nascosti nei tubi del telaio o del manubrio, per dare una nuova identità a per­sone minacciate dalle deportazioni nei campi di concentramento.
 

Gino Bartali


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