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Renato Rascel
     
Renato Rascel, (Renato Ranucci) nacque a Torino nel 1912. I suoi genitori, Cesare e Paola Ranucci, erano cantanti d'operetta, che si trovano nel capo­luogo piemontese perché recitavano in uno spettacolo. Renato quindi nacque quasi dietro le quinte di un palcoscenico. Quindi non è errato dire che Rascel avesse lo spettacolo nel sangue. Fin da bambino si ritrovò a calcare i palco­sce­nici di tutta l'Italia.

Rascel divenne una delle icone del teatro leggero italiano. Nella sua lun­ghis­sima carriera spaziò dall'avanspettacolo alla rivista, dalla commedia musicale al cinema e agli spettacoli televisivi e radiofonici.

Le sue prime esperienze importanti le fece poco più che adolescente. Suo­na­va la batteria, ballava il tip-tap e, a solo 18 anni, prese parte (come cantante e ballerino) al trio delle sorelle Di Fiorenza . Nel 1934 debuttò, come Sigis­mondo, in "Al Cavallino bianco". Poi tornò con le Di Fiorenza, poi con Elena Gray. Nel 1941 fondò uan compagnia propria, insieme a Tina De Mola, allora sua moglie, con testi di Nelli e Mangini, di Galdieri e infine di Garinei e Gio­van­nini.
Furono gli anni nei quali mise a punto il suo personaggio caratteristico, quello della macchietta del piccoletto mite e distratto, stralunato e quasi inadatto a stare al mondo. Nel 1952 il suo spettacolo "Attanasio cavallo vanesio" ottenne un clamoroso successo e che lo confermò beniamino del pubblico. Seguì poi "Alvaro piuttosto corsaro", un altro successo travolgente.
Renato Rascel corazziere
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Nel cinema, l'attività di Rascel prese il via nel 1942 con "Pazzo d'amore", per proseguire in tutti gli anni '50 con una serie di film non proprio memorabili, in quanto in essi venivano copiati pedissequamente gli sketch e le macchiette degli spettacoli teatrali. Fecero eccezione "Il cappotto" (da Gogol') girato sotto la regia di Alberto Lattuada e "Policarpo ufficiale di scrittura", diretto da Mario Soldati.
Nel momento di maggior successo Rascel si scoprì autore e interprete della canzone d'amore, il cui esempio più rilevante è Arrivederci Roma, inno alla sua amata città, scritta con Garinei e Giovannini, che diventerà una delle canzoni italiane più celebri nel mondo. Altri motivi famosissimi del grande Renato sono Venticello de Roma, Con un po' di fantasia, Vogliamoci tanto bene, Romantica (che canta in coppia con Tony Dallara e vince il primo premio al Festival di Sanremo del 1960) e Te voglio bene tanto tanto.

Numerosissimi i programmi alla radio sarebbe lunghissimo elencare. Infiniti i programmi alla radio che sarebbe lunghissimo ricordare. Per la televisione invece interpretò "I Boulingrin" di Courteline e "Delirio a due" di Ionesco e nel 1970 "I racconti di padre Brown" da Chesterton. Inoltre scrisse la musica per l'operetta "Naples au baiser de feu". Anticipatore della comicità surreale, Rascel ha rappresentato il versante nobilmente popolare della commedia, capace di piacere a tutti senza mai cadere nella volgarità o nel facile qua­lun­quismo.

Arrivederci Roma

T'invidio turista che arrivi,
t'imbevi de fori e de scavi,
poi tutto d'un colpo te trovi
fontana de Trevi ch'e tutta pe' te!
Ce sta 'na leggenda romana
legata a 'sta vecchia fontana
per cui se ce butti un soldino
costringi er destino a fatte tornà.
E mentre er soldo bacia er fontanone
la tua canzone in fondo è questa qua!

Arrivederci, Roma...
Good bye...au revoir...
Si ritrova a pranzo a Squarciarelli
fettuccine e vino dei Castelli
come ai tempi belli che Pinelli immortalò!
Arrivederci, Roma...
Good bye...au revoir...
Si rivede a spasso in carozzella
e ripenza a quella "ciumachella"
ch'era tanto bella e che gli ha detto sempre "no!"
Stasera la vecchia fontana
racconta la solita luna
la storia vicina e lontana
di quella inglesina col naso all'insù
Io qui, proprio qui l'ho incontrata...
E qui...proprio qui l'ho baciata...
Lei qui con la voce smarrita
m'ha detto:"E' finita ritorno lassù!"
Ma prima di partire l'inglesina
buttò la monetina e sussurrò:
Arrivederci, Roma...
Good bye...au revoir...
Voglio ritornare in via Margutta
voglio rivedere la soffitta
dove m'hai tenuta stretta stretta accanto a te!
Arrivederci, Roma...
Non so scordarti più...
Porto in Inghilterra i tuoi tramonti
porto a Londra Trinità dei monti,
porto nel mio cuore i giuramenti e gli "I love you!"
Arrivederci, Roma...
Good bye...au revoir...
Mentre l'inglesina s'allontana
un ragazzinetto s'avvicina
va nella fontana pesca un soldo se ne va!
Arrivederci, Roma!

Renato Rascel morì a Roma il 2 gennaio 1991.
 

Renato Rascel

Mentra la fama di Rascel attore, co­mi­co e cabarettista si limita all'Italia, la sua canzone "Arrivederci Roma", nella quale egli inneggia alla sua amata città, divenne un "hit" mon­diale, fino ad oggi indimenticabile.

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