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Paolo Conte
Paolo Conte (geboren am 6. Januar 1937 in Asti, Piemont) ist ein ita­lie­nischer Chansonsänger, Jazzmusiker und Komponist. Von Beruf aus ist er Rechtsanwalt, außerdem hatte er bereits Ausstellungen von eigener Druck­grafik und Malerei.
"Seine Lieder sind eine eigenständige Mischung aus Chanson, Jazz und Tango. Zu seinen musikalischen Einflüssen gehören der Jazzmusiker Sidney Bechet aus New-Orleans und dessen Saxophoneinlagen, die Gitarrenlegende Django Reinhardt in seinen Arrangements, die Bandoneonbegleitung des Tango­mu­si­kers und Komponisten Astor Piazzolla, die Vermischung von Jazz und Chan­son in Kurt Weills musikalischer Verarbeitung der Texte Bertolt Brechts und die zirkusartige Akkordeonmusik Nino Rotas, der die Musik zu Federico Fellinis Filmen geschrieben hat. Das italienische und amerikanische Kino gehört ne­ben dem Jazz zu seinen weiteren Inspirationsquellen. Manche seiner Lieder waren populär und einfach verständlich genug, um auch als Schlager in den nationalen Charts erfolgreich zu sein. Seine ausgefeilten, bildhaften Texte er­zählen von Städten, Liebschaften oder Menschen, mal in einem melancho­li­schen mal einem lakonischem Tonfall, fast immer begleitet von pointierter Ironie."                                Quelle: Wikkpedia (Lizenz: Creative Commons)

Einige Texte (Italienisch)

Azzurro

Cerco l'estate tutto l'anno
E all'improvviso eccola qua
Lei è partita per le spiagge
E sono solo quaggiù in città
Sento fischiare sopra i tetti
Un aeroplano che se ne va.
Azzurro
Il pomeriggio è troppo azzurro
E lungo per me
Mi accorgo di non avere più risorse
Senza di te
E allora io quasi quasi prendo il treno
E vengo, vengo da te
Ma il treno dei desideri
Nei miei pensieri all'incontrario va.
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Sembra quand'ero all'oratorio
con tanto sole, tanti anni fa...
quelle domeniche da solo
in un cortile a passeggiar...
ora mi annoio più di allora
neanche un prete per chiacchierar.
Azzurro ...
Cerco un pò d'Africa in giardino
tra l'Oleandro e il Baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c'è gente, non si può più
Stando innaffiando le tue rose,
non c'è il leone, chissà dov'è
.

Bartali

Farà piacere un bel mazzo di rose
e anche il rumore che fa il cellophane
ma un birra fa gola di più
in questo giorno appiccicoso di caucciù
Sono seduto in cima a un paracarro
e sto pensando agli affari miei
tra una moto e l'altra c'è un silenzio
che descriverti non saprei.
Oh, quanta strada nei miei sandali
quanta ne avrà fatta Bartali
quel naso triste come una salita
quegli occhi allegri da italiano in gita
e i francesi ci rispettano
che le balle ancora gli girano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu. -
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È tutto un complesso di cose
che fa si che io mi fermi qui
le donne a volte si sono scontrose
o forse han voglia di far la pipì.
E tramonta questo giorno in arancione e
si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai...
e vai che il sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C'è un po' di vento, abbaia la campagna
e c'è una luna in fondo al blu...
Tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu! -

It's wonderful

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Sotto le stelle del jazz

Certi capivano il jazz
l'argenteria spariva
ladri di stelle e di jazz
così eravamo noi, così eravamo noi
Pochi capivano il jazz
troppe cravatte sbagliate
ragazzi-scimmia del jazz
così eravamo noi, così eravamo noi
Sotto le stelle del jazz,
ma quanta notte passata
Marisa, svegliami, abbracciami
è stato un sogno fortissimo
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Le donne odiavano il jazz
e non si capisce il motivo
du-dad-du-dad
Sotto le stelle del jazz
un uomo-scimmia cammina,
o forse balla, chissà
du-dad-du-dad
Duemila enigmi nel jazz
e non si capisce il motivo
nel tempo fatto di attimi
e settimane enigmistiche
Sotto la luna del jazz
du-dad-du-dad.

Genova per noi

Con quella faccia un p così
quell'espressione un p così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più
Eppur parenti siamo un pò
di quella gente che c'è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.
Auf den Pfeil in der Mitte klicken
Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra
Ah, la la la la la la
Con quella faccia un p così
quell'espressione un p così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l'annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un pò randagi ci sentiamo noi.
Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia
e intanto, nell'ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.
In un'immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole e' un lampo giallo al parabrise
Con quella faccia un p così
quell'espressione un p così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.

Texte (Deutsch)

Azzurro (Himmelsblau)

Ich suche den Sommer das ganze Jahr
Und plötzlich ist er da
Sie ist weggefahren zum Strand
Und ich bin allein hier in der Stadt
Über den Dächern höre ich ein Pfeifen
Ein Flugzeug das verschwindet.
Himmelsblau
Der Nachmittag ist so himmelsblau
Und zu lang für mich
Ich merke dass ich keine Kraft mehr habe
Ohne dich
Also nehme ich beinahe fast den Zug
Und komme komme zu dir
Aber der Zug der Wünsche
Geht in meinen Gedanken in die Gegenrichtung.
Alles scheint wie damals als ich im Andachtsraum war
Mit soviel Sonne vor so vielen Jahren
Diese einsamen Sonntage
Als ich durch einen Hof spazierte
Jetzt langweile ich mich noch mehr
Nicht einmal ein Priester ist da für ein Schwätzchen.
Himmelsblau...
Ich suche ein bisschen Afrika im Garten
Zwischen dem Oleander und dem Baobab
Wie ich es als Kind getan habe
Aber hier sind Leute, ich kann nicht mehr
Und während ich deine Rosen gieße:
Wo ist der Löwe? Wer weiß wo er sein mag.

 

Paolo Conte

Was die wenigsten wissen: Das Lied "Azzurro", das Adriano Celentano zu einem seiner großen Hits machte, wurde von Paolo Conte zusammen mit Vito Pallavicini geschrieben. Es gehört neben "Via con me" und "Sotto le stelle del Jazz" wohl zu seinen bekanntesten Werken.

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